La grande popolarità del mondo del food di cui abbiamo parlato, al di là delle derive mediatiche, porta con sé tante positive conseguenze.

Innanzitutto la sempre crescente attenzione alle materie prime e al rispetto per gli alimenti.

Carlo Petrini, patron di Slow Food, è uno dei più ferventi sostenitori di un approccio attento e rispettoso agli alimenti. E ce lo racconta così:

Ho bisogno di conoscere la storia di un alimento. Devo sapere da dove viene. Devo immaginarmi le mani che hanno coltivato, lavorato e cotto ciò che mangio…”

I tre princìpi di Slow Food e Terra Madre, sono buono, pulito e giusto.
Il buono… va da sé.
Il pulito: rispettare gli equilibri della Terra.
Il giusto: giustizia sociale per gli agricoltori che stanno per scomparire ovunque…

Dobbiamo partire dal cibo come ricchezza, come scambio, come cultura.
Solo proteggendo il nostro cibo possiamo pensare di salvaguardare le nostre risorse e il pianeta che ci ospita. La produzione, la distribuzione e il consumo di cibo ci coinvolge in maniera totale.”

Il rispetto per la materia prima è quindi un concetto molto ampio, che abbraccia tanti aspetti della vita, nostra e dell’ambiente in cui viviamo.
Proviamo a sintetizzarli.

Rispetto per la materia prima significa:

  • scegliere ingredienti di stagione, più possibile a km zero: l’utilizzo delle risorse del nostro territorio e la conoscenza di ciò che produce la terra nelle stagioni dell’anno porta a prediligere alimenti veramente “freschi” e che non gravano sull’ ambiente.

Questo vuole anche dire ingredienti esotici sì… ma con molta moderazione

  • cucinare ciascun ingrediente nel rispetto delle sue proprietà. La maggior parte delle verdure, ad esempio, può essere mangiata cruda, o dopo una cottura molto più veloce rispetto a quella a cui la maggioranza di noi è abituata.

Questo vuol dire: perché non imparare a conoscere davvero le caratteristiche di ciò che mettiamo nel piatto per valorizzarle al meglio o, peggio, non alterarne le proprietà nutrizionali?

  • nell’ ambito di un’ attenzione e un corretto approccio a tutti gli alimenti, in particolare crediamo che ancor più rispetto meritino tutte le proteine animali. In Africa, ancora oggi, i cacciatori indigeni ringraziano la propria preda per essere “morta per loro”. Il nostro ringraziamento deve essere una cucina attenta e rispettosa, e l’attenzione ad evitare assolutamente gli sprechi di questi alimenti così preziosi.
  • il rispetto parte quindi da una spesa responsabile e continua a casa, con la giusta conservazione dei cibi e l’attenzione a cucinare quantitativi corretti, sia nelle preparazioni quotidiane sia (e qui viene il difficile) in occasione di cene e pranzi in compagnia.
  • Infine, il rispetto per il cibo è un’arte da studiare e imparare come ci insegna lo chef Sergio Maria Teutonico che da anni si occupa dell’insegnamento finalizzato ad evitare gli sprechi e al il recupero del cibo anche attraverso libri di successo come “Di necessità Menu” e “Mi sono mangiato l’albero di Natale”

Il rispetto è quindi scelta consapevole, utilizzo consapevole, battaglia allo spreco.

In fondo è facile. No?

Il rispetto per gli alimenti significa anche rispetto per noi stessi e per il nostro benessere… Ma questo ve lo raccontiamo la prossima volta. Stay tuned!

 

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CLASSE 1971 – EXECUTIVE CHEF , SOMMELIER PROFESSIONISTA, CONSULENTE GASTRONOMICO E SCRITTORE Sergio Maria, spesso sui social come Chef SMT, è un personaggio eclettico e pieno di energia. Da più di trenta anni si occupa, a tutti i livelli, di enogastronomia, formazione e consulenza. Noto al grande pubblico per le sue fortunate trasmissioni televisive tra cui “Chef per un giorno” e “Colto e Mangiato”, ha creato nel 2012 La Palestra del Cibo la sua scuola di cucina a Torino. È un consulente esperto di organizzazione del lavoro della ristorazione e dell’ottimizzazione di attività ristorative a tutti i livelli. Nel 2014 riceve dall’AIFO il premio “Oliva d’oro” come miglior chef italiano per l’utilizzo e la valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva.

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