Turbante di branzino alle erbe aromatiche e germogli

Questo piatto è leggero ma delizioso, le erbe conferiranno sia al branzino (oppure spigola – sono la stessa cosa) che al sughetto un sapore straordinario e un profumo invitante.

Servite i turbanti di branzino insieme a delle patate che potreste cuocere a forno condite con rosmarino, sale, pepe bianco e un filo di olio all’aglio o ancora potete sbollentare e ridurre in purè!

Insomma, i turbanti di branzino possono essere serviti con qualsiasi tipo di verdura cotta in qualunque maniera!

 

Ingredienti:

filetti di branzino freschissimi
salvia
rosmarino
timo
prezzemolo
vino bianco
limone
olio extravergine di oliva
germogli di rapanello o altri
sale
pepe

ricetta turbante di branzino

Come fare?

Preparare un trito con tutte le erbe aromatiche, condirlo con del succo di limone, scorzetta di limone grattugiata e un pizzico di sale.

Eliminare ogni lisca dai filetti di branzino così come ogni eventuale squama.

Disporre i filetti con la pelle in basso e condire la loro carne con il trito di erbe aromatiche.

Ora avvolgere a “turbante” su loro stessi i filetti di branzino lasciando la pelle all’esterno.

Legare con dello spago o fissare con uno stecchino di legno.

Disporre i filetti in verticale in una teglia da forno appena unta.

Intorno ad essi disporre anche i germogli conditi con olio, sale, pepe e limone.

Infornare e cuocere per 20 minuti a 180°C.

Sfornare i turbanti e disporli nei piatti di servizio con i germogli a contorno.

Allungare il fondo di cottura con poco vino bianco e farlo scaldare a fuoco vivace un minuto in modo che si concentri ulteriormente.

Usare la salsa ottenuta come condimento finale dei turbanti.

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CLASSE 1971 – EXECUTIVE CHEF , SOMMELIER PROFESSIONISTA, CONSULENTE GASTRONOMICO E SCRITTORE. Sergio Maria, spesso sui social come Chef SMT, è un personaggio eclettico e pieno di energia. Da più di trenta anni si occupa, a tutti i livelli, di enogastronomia, formazione e consulenza. Noto al grande pubblico per le sue fortunate trasmissioni televisive tra cui “Chef per un giorno” e “Colto e Mangiato”, ha creato nel 2012 La Palestra del Cibo la sua scuola di cucina a Torino. È un consulente esperto di organizzazione del lavoro della ristorazione e dell’ottimizzazione di attività ristorative a tutti i livelli. Nel 2014 riceve dall’AIFO il premio “Oliva d’oro” come miglior chef italiano per l’utilizzo e la valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva.

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