differenza tra penne lisce e penne rigate

Penne lisce o penne rigate? Questo è il dilemma!

In realtà gli italiani sembrerebbero avere le idee ben chiare sull’argomento, dal momento che è diventata ormai virale la foto testimone della prima fase di questi difficili tempi di pandemia, scanditi dalla paura del contagio e dalla necessità di stare in casa…

Tutti ricorderanno quei vuoti scaffali del supermercato, popolati solo da pacchi di penne rigorosamente lisce!

Vero o no, sta di fatto che la foto ha generato un dibattito senza fine, perché gli italiani, si sa, in fatto di cibo sono sempre in prima linea e i detrattori del famigerato formato ancora di più…

Sapevate che le penne sono nate lisce?

Tra i pochi formati di cui si conoscono le origini, le penne furono inventate nel 1865 da un pastaio genovese Giovanni Battista Capurro, il quale brevettò una macchinario da taglio in grado di realizzare la tipica forma inclinata, che ricorda un pennino stilografico e quindi… sorprendentemente liscia!

L’industria, negli anni, ci ha poi messo lo zampino ed ecco allora comparire la rassicurante penna rigata, a garantire una migliore tenuta del condimento…

Ma le cose stanno veramente così?

In realtà se la lavorazione è artigianale e di qualità, se le penne o  qualsiasi altro formato liscio possiede una corretta porosità, la salsa si legherà indissolubilmente alla pasta e non per semplice magia!

Proprio per questo motivo noi chef non abbiamo dubbi quando cerchiamo un formato che sappia trattenere i sughi, sia al suo interno che in superficie.

E qui veniamo all’eterna lotta tra Nord e Sud, dove Roma fa da spartiacque  tra la tradizionale penna liscia e la sorella rigata, inizialmente prodotta dai pastifici meridionali esclusivamente per il mercato dalla Capitale in su.

Quindi la pasta rigata è figlia dell’industria, che con gli accattivanti solchi maschera difetti e guadagna tempo tempo e denaro, garantendo grazie all’essiccazione ad alte temperature una tenuta in cottura a prova di principiante!

Quali sono gli abbinamenti più indicati?

Vera e propria icona tra le salse da abbinare l’arrabbiata e, nello specifico, le penne all’arrabbiata sono un piatto che ha fatto storia anche nell’immaginario tutto romano della cinematografia italiana, ovviamente al dente e sempre abbondanti!

Scegliete una pasta di qualità ed anche una semplicissima salsa di pomodoro e basilico troverà il suo matrimonio più riuscito, come anche una rustica puttanesca o un avvolgente pesto alla genovese cremoso quanto basta…

Siete dei nostalgici? Tuffatevi in un bel piatto di penne alla vodka e vedrete che i mitici anni ‘80 con il loro ruffiano carico di panna sapranno premiare anche chi è alle prime armi in cucina!

A noi de La palestra del Cibo non piace vincere facile, per cui vi propongo una sfida… in questi giorni in cui la cucina è diventata più che mai protagonista delle nostre giornate forzosamente casalinghe, perché non preparare un ragù?

Stavolta ve lo propongo in bianco ma attenzione a non barare…

Niente garganelli rigati, ma rigorosamente penne lisce!

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Daniela Goffredo

CLASSE 1966 – ARCHEOLOGA MILITANTE, CUOCO, PASTICCERE E PERSONAL CHEF.

Daniela , classe 1966, nasce a Roma dove compie studi classici e muove i primi passi come archeologa militante.

La passione per la cucina, coltivata da sempre, si affina nel tempo fino al conseguimento dei titoli professionali di cuoco, pasticcere e personal chef, che la portano ad una vera e propria svolta di vita, iniziando a lavorare in qualità di chef assistant presso prestigiose scuole di cucina ed in vari locali della Capitale come sous chef e pastry baker.

Dal 2017 è titolare de " La Palestra del Cibo" dove coordina la formazione didattica e l'organizzazione degli eventi.  

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