minestra di amaranto e lenticchie

Minestra di amaranto e lenticchie

 

L’amaranto, questo sconosciuto, altro non è che una pianta di cui si mangiano i semi, simili a cereali.

L’amaranto è ricco di proteine, utile per lo svezzamento dei bimbi e per aiutare la digestione negli adulti.

Ottimo per preparare piatti di verdure e biscotti, l’amaranto si presta molto anche per zuppe e minestre.

Oggi vi preparo un piatto povero, saporito, gradevole e nutriente: la minestra di amaranto e lenticchie!

Ingredienti:

200 g lenticchie rosse
100 g amaranto
600 g brodo vegetale
50 g cipolla
1 spicchio d’aglio
5 g paprica dolce
fette di pane
olio extravergine di oliva
rosmarino
sale
pepe

Come fare?
Bollire l’amaranto in acqua per una ventina di minuti.

Nel mentre in una casseruola tritare la cipolla e soffriggerla con un filo di olio e la paprica.

Unire quindi le lenticchie che si saranno tenute per mezz’ora in ammollo in acqua fredda, lasciare che prendano appena calore quindi coprirle con il brodo e portare a ebollizione lasciando che cuociano per altri 20 minuti circa.

Aggiungere l’amaranto scolato, cuocere per altri quindici minuti.

Nel frattempo tostare il pane a fette in forno e una volta croccante strofinarlo con l’aglio e il rosmarino terminando la preparazione con una macinata di pepe nero.

Quando la minestra sarà cotta servirla in piatti da minestra sul cui fondo si saranno disposte fette di pane tostato.

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CLASSE 1971 – EXECUTIVE CHEF , SOMMELIER PROFESSIONISTA, CONSULENTE GASTRONOMICO E SCRITTORE. Sergio Maria, spesso sui social come Chef SMT, è un personaggio eclettico e pieno di energia. Da più di trenta anni si occupa, a tutti i livelli, di enogastronomia, formazione e consulenza. Noto al grande pubblico per le sue fortunate trasmissioni televisive tra cui “Chef per un giorno” e “Colto e Mangiato”, ha creato nel 2012 La Palestra del Cibo la sua scuola di cucina a Torino. È un consulente esperto di organizzazione del lavoro della ristorazione e dell’ottimizzazione di attività ristorative a tutti i livelli. Nel 2014 riceve dall’AIFO il premio “Oliva d’oro” come miglior chef italiano per l’utilizzo e la valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva.

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