come si preparano gli gnudi

Gli Gnudi: una ricetta classica che non stanca mai.

 

C’è chi li chiama gnudi e chi semplicemente gnocchi, altri li chiamano gnocchi di ricotta e  in certe parti d’Italia vengono chiamati Malfatti e chissà con quanti nomi sono chiamati e noi non lo sappiamo…

Sono una tipologia di gnocchi che concettualmente ricorda il ripieno dei ravioli ma senza pasta (da qui “gnudi” ossia “nudi”).

Deliziosi a brodo, asciutti, saltati con burro o gratinati al forno.

Io preparo i classici gnudi agli spinaci e ricotta ma, essendo un piatto contadino tipico toscano che si preparava con ciò che si aveva, ne esistono moltissime varianti tutte buone.

Potete dunque usare le bietole o le erbette di campo e aggiungere anche del pecorino, se vi piace!

Gli gnudi si prestano molto bene alle modifiche, vi mostro la mia ricetta di base che poi è la più classica.

Ingredienti:

500 g di spinaci freschi
300 g di ricotta
200 g di farina
100 g parmigiano grattugiato
1 uovo
sale
pepe
noce moscata

come fare gli gnudi

Come fare?

Cuocere gli spinaci a vapore o, in alternativa, in una casseruola con pochissima acqua.

Una volta cotti, strizzarli molto bene e tritarli.

Mettere adesso il trito di spinaci in una ciotola capiente.

Aggiungere la ricotta, l’uovo, la farina, il parmigiano e un pizzico di noce moscata.

Regolare di sale e di pepe se serve e mescolare con cura.

Non appena si otterrà un composto morbido ma malleabile, dividerlo in piccole quenelle (come piccole uova) e posizionarle su un piatto o un vassoio.

Quando si avranno composto tutti gli gnudi, farli bollire in abbondante acqua salata.

Condirli con burro fuso aromatizzato e formaggio di tipo grana.

 

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CLASSE 1971 – EXECUTIVE CHEF , SOMMELIER PROFESSIONISTA, CONSULENTE GASTRONOMICO E SCRITTORE. Sergio Maria, spesso sui social come Chef SMT, è un personaggio eclettico e pieno di energia. Da più di trenta anni si occupa, a tutti i livelli, di enogastronomia, formazione e consulenza. Noto al grande pubblico per le sue fortunate trasmissioni televisive tra cui “Chef per un giorno” e “Colto e Mangiato”, ha creato nel 2012 La Palestra del Cibo la sua scuola di cucina a Torino. È un consulente esperto di organizzazione del lavoro della ristorazione e dell’ottimizzazione di attività ristorative a tutti i livelli. Nel 2014 riceve dall’AIFO il premio “Oliva d’oro” come miglior chef italiano per l’utilizzo e la valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva.

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