come fare il pane senza lievito di birra

Il pane ha mille facce, alcune senza lievito, ecco qualche suggerimento pratico:

Ci sono diverse alternative se non abbiamo più lievito di birra in casa.
Potete realizzare ricette come il soda bread, sul nostro canale YouTube trovate il video dettagliato.
Oppure potete cimentarvi nella realizzazione del lievito madre , partendo da acqua e farina o anche potete utilizzare una parte di impasto riportato dalla panificazione precedente.
Una valida alternativa è quella di realizzare piadine in stile romagnolo, sia lisce che sfogliate oppure potete cimentarvi nella focaccia al formaggio stile Recco.

La storia di quest’ultima prelibatezza si perde nella notte dei tempi, è citata nelle cronache di quasi mille anni fa e da allora come oggi è preparata con amore e attenzione dagli artigiani della zona di Recco.
Io la preparo a modo mio e non ho pretese che la mia focaccia sia “buona” ma a me piace e quindi ho pensato, avendola realizzata ultimamente, di darvi la mi ricetta e aggiungere qualche fotografia.

Farla in casa è semplicissimo anche se i forni che abbiamo scaldano fino a un certo punto ma con un po’ di pazienza il risultato sarà spettacolare.

La ricetta della focaccia al formaggio stile Recco:

700 g farina 0
300 g farina 00
500 g acqua appena tiepida
80 g olio extravergine di oliva
25 g sale

Come preparare l’impasto?
aggiungere la farina 0 all’acqua e impastare brevemente, poi la farina 00 e continuare l’impasto.
Aggiungere l’olio ed infine il sale.

Lasciare riposare l’impasto coperto per almeno un paio d’ore.
Potrete anche aiutarvi con un mattarello, almeno nelle primissime fasi di lavorazione ma con le mani è abbastanza semplice, decidete voi.
Stenderlo prendendolo dai bordi, con calma, ottenendo un vero proprio velo, il più largo possibile.

A questo punto disporre il velo sulla teglia unta di olio e aggiungere la crescenza a ciuffetti, con pazienza e regolarità.
Ripiegare il velo ottenendo così il secondo strato che poi dovrete pizzicare qua e la forando il velo superiore per non fare gonfiare troppo l’impasto in cottura.

Infornare nel forno caldissimo (al massimo della temperatura raggiungibile) e lasciare cuocere fino a quando non compariranno le prime macchioline di colore sulla pasta.
Sfornare e ribaltare la focaccia, lasciare intiepidire e servire.

stendere la focaccia di recco
copertura focaccia d irecco

E invece la Piadina?

Vi riporto quella più semplice, con la promessa che alla prima occasione vi mostreremo come fare quella sfogliata.

Ci vorrebbe una “pentola “apposita per prepararla ma potete arrangiarvi anche con una bella padella dal fondo spesso.

1 kg farina 00
100 g strutto
500 g acqua
20 g sale
3 g bicarbonato

Come fare:
mescolare il bicarbonato alla farina e predisporre sul piano di lavoro una fontana nel cui centro
si verseranno acqua, sale e strutto.
Impastare con energia per diversi minuti ottenendo alla fine un impasto liscio e plastico che
dovremo lasciare a riposo per un’ora circa.
Dividere l’impasto in più parti a vostro piacere da cui si ricaveranno le piade aiutandosi con un
mattarello.

piadina fatta in casa

Cuocere le piade sulla piastra (meglio sarebbe avere il “testo”).
Lo spessore della piada è relativo e varia dai 3 millimetri delle zone costiere al mezzo centimetro delle zone più interne dell’entroterra dell’Emilia Romagna.
Una volta cotte le piadine saranno tenute in caldo avvolte in canovacci puliti.

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CLASSE 1971 – EXECUTIVE CHEF , SOMMELIER PROFESSIONISTA, CONSULENTE GASTRONOMICO E SCRITTORE Sergio Maria, spesso sui social come Chef SMT, è un personaggio eclettico e pieno di energia. Da più di trenta anni si occupa, a tutti i livelli, di enogastronomia, formazione e consulenza. Noto al grande pubblico per le sue fortunate trasmissioni televisive tra cui “Chef per un giorno” e “Colto e Mangiato”, ha creato nel 2012 La Palestra del Cibo la sua scuola di cucina a Torino. È un consulente esperto di organizzazione del lavoro della ristorazione e dell’ottimizzazione di attività ristorative a tutti i livelli. Nel 2014 riceve dall’AIFO il premio “Oliva d’oro” come miglior chef italiano per l’utilizzo e la valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva.

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